Alla Grotta di Massabielle la celebrazione della Messa con i sacerdoti e l’Unitalsi. Monsignor Claudio Palumbo: «Non temere, il Signore tergerà ogni lacrima»
LOURDES. In viaggio con l’Unitalsi alla grotta di Lourdes Monsignor Palumbo ha voluto donare a tutta la diocesi il seguente messaggio. «Guidati da Maria siamo giunti finalmente a Lourdes e, come desideravamo, eccoci ai suoi piedi nella grotta di Massabielle». È con queste parole che monsignor Claudio Palumbo ha introdotto la celebrazione della Messa alla Grotta di Lourdes, concelebrata insieme ai confratelli sacerdoti della diocesi di Termoli-Larino nell’ambito del viaggio del treno bianco dell’Unitalsi. Un momento di preghiera vissuto nel cuore di uno dei luoghi mariani più significativi della cristianità, dove il pellegrinaggio diventa occasione per guardare alla propria vita con gli occhi della fede.
Al centro dell’omelia, infatti, c’è lo sguardo di Maria, «colei che risplende sul nostro cammino quale segno di consolazione e di sicura speranza». Davanti alla Grotta di Massabielle, il vescovo ha richiamato l’immagine biblica della «donna vestita di sole», presentandola come immagine della Chiesa e come richiamo alla luce che viene da Dio. Non una luce prodotta dall’uomo, ma accolta e custodita, come Maria ha fatto fin dall’Annunciazione.
È proprio da quel «non temere» rivoltole dall’angelo che prende forma, secondo monsignor Palumbo, il cammino di Maria: una donna capace di andare avanti anche quando non tutto è comprensibile, custodendo nel cuore la Parola e portando la luce di Cristo là dove incontra «buio, malattia e pianto». Lo stesso messaggio, ha sottolineato, Maria lo rivolge oggi a ogni pellegrino: «Non temere», perché Dio non abbandona l’uomo nella sua sofferenza.
Lourdes diventa così un luogo nel quale riscoprire la fede come una realtà viva e capace di rinnovare l’esistenza. «A Lourdes tante persone e tanti malati trovano pace», ha ricordato il vescovo, sottolineando che non sempre la guarigione coincide con quella del corpo. La grazia può manifestarsi anche nella forza di affrontare la propria croce, nella capacità di ritrovare fiducia e nella certezza di non essere soli.
Maria, davanti alla sofferenza dell’uomo, «asciuga le nostre lacrime» e indica la «Gerusalemme nuova», quella promessa nella quale Dio «fa nuove tutte le cose». Da qui nasce anche un invito a non rimanere prigionieri dei propri limiti, delle paure o delle ferite del passato, ma ad affidarsi a una grazia capace di rinnovare la vita «dal di dentro».
L’esperienza del pellegrinaggio, però, non può esaurirsi nel momento vissuto alla Grotta. Per monsignor Palumbo Lourdes diventa anche una chiamata concreta per il ritorno alla vita quotidiana. «Con Maria e come Maria vogliamo riaffermare alcune priorità non secondarie per la nostra vita di credenti», ha detto. Prima di tutto, il desiderio di rinnovare ogni giorno il proprio «Sì» a Dio, anche quando non si comprende tutto.
Accanto a questo, la responsabilità di stare vicino a chi soffre: diventare «mani e cuore di Maria» per chi è malato, triste o attraversa una prova. E, ancora, cercare Gesù, «la luce del mondo», per non rimanere prigionieri «del buio del peccato o della paura», portando quella luce nelle case e nelle strade e trasformando la fatica quotidiana in «testimonianza di gioia e di speranza».
L’omelia si è conclusa con un’immagine particolarmente suggestiva. La roccia di Massabielle, ha auspicato il vescovo, possa diventare per ciascuno «come un monte Sinai»: un luogo nel quale incontrare profondamente Dio e dal quale ripartire con uno sguardo nuovo e uno slancio rinnovato.
È un invito a «ri-cordare», cioè a «rimettere nel cuore», una certezza fondamentale della fede: l’uomo è «capace di Dio» ed è chiamato alla santità. Anche nella propria fragilità, anche quando la vita può apparire come una «grotta piccola ed angusta», è possibile scavare e attingere alla sorgente del cuore trafitto di Cristo.
Da quella sorgente può nascere uno spazio nuovo, capace di accogliere anche gli altri. È questo, in definitiva, il messaggio consegnato da monsignor Palumbo ai sacerdoti e ai pellegrini riuniti a Lourdes: lasciarsi raggiungere dalla luce di Cristo, affidarsi a Maria, non avere paura della propria fragilità e tornare alla vita quotidiana con la disponibilità a diventare, a propria volta, «luogo baciato da Dio», capace di offrire speranza a ogni uomo in cammino verso la vera vita.


















